martedì 27 novembre 2018

Dal Baratto al Trading Online: Storia della Borsa

In molti si sono sempre chiesti come e quando è nata la Borsa, quella che ha a che fare con investimenti, azioni, etc…La sua origine risale a molto tempo fa, quando la vita associativa e le nuove esigenze comuni implicavano una certa organizzazione, anche di natura economica. Si passò, infatti, dal baratto alla “valorizzazione” delle risorse monetarie e di conseguenza alla nascita di una prima forma elementare di mercato finanziario. Tutto questo risale all’epoca dei Babilonesi, epoca in cui cominciò a diffondersi l’uso dei prestiti.
In edifici noti come l’Agorà, il Forum, la Curia Mercatorum si cominciarono a realizzare le prime relazioni valutarie, in cui un valore veniva scambiato in termini di un altro contro-valore.
Successivamente, per molti anni non si sentì parlare di Mercati o Borse.
Si ricominciò a parlare di borsa nel Medioevo, ma in modo talmente disorganico che non vale la pena considerarli, dato che l’instabilità politica e l’assenza di chiarezza sui confini geo-politici, incisero molto, anche su una frammentazione valutaria.
Le banche cominciarono a riaprire poi i battenti verso il 1600. Molti usi che si svilupparono per le esigenze dei commercianti, divennero poi, la pratica di rito per le Borse di oggi.
Le Borse rappresentavano una sorta di spazio o luogo definito in cui i vari mercanti si riunivano.

Borsa: il nome da dove deriva?

Perché si utilizza il termine “Borsa”? Da dove è nato?
Vi era una famiglia di origini veneziani che aveva come cognome Della Borsa. Questa famiglia si trasferì in Belgio nel 1300, dove cominciarono a nascere le prime borse, proprio dal nome di questa famiglia, molto attiva nel campo.
Ecco, una lista, di alcune borse, tra le più importanti, che nacquero in quegli anni:
  • Borsa di Anversa 1531
  • Francia: Borsa di Lione 1548; Borsa di Tolosa 1549; Borsa di Rouen 1556; Borsa di Bordeaux 1571; Borsa di Parigi 1563
  • Inghilterra: Royal Exchange 1564
  • Borsa di Vienna 1771
  • Borsa di Amburgo 1583
In realtà, in molti casi, ancor prima degli anni indicati, tali edifici vennero utilizzati come borse, negli anni divennero, poi, ufficiali agli occhi dei vari governi. Nei vari luoghi e dovunque si moltiplicarono le borse a non più finire.

Trading Online: un nuovo modo d’investire

Oggigiorno la Borsa è aperta a tutti, ci sono piattaforme di trading che consentono di cominciare a investire con un capitale iniziale di appena 10 euro. Questo significa che oggi chiunque può cominciare a investire in Borsa senza vincoli sul capitale a disposizione o sulla preparazione.
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mercoledì 25 luglio 2018

Fair value e trading online, qualche definizione

Spesso sentiamo parlare di fair value e di trading online, ma siamo sicuri di sapere esattamente di cosa si tratta? Proviamo, allora, a dare qualche definizione più precisa di due concetti molto diffusi ma forse poco comprensibili alla maggioranza delle persone.

Fair value, che cos’è

Come prima cosa, dobbiamo sottolineare che il fair value è contrapposto al principio stesso della prudenza finanziaria. Fatta questa premessa, bisogna anche puntualizzare che questo concetto si contrappone a quello dell’andamento storico di un’azione. Insomma, per fair value si intende l’investimento che corrisponde al valore dell’azione quando la si paga, ovvero al suo valore “corrente”. Nel nostro Paese di solito si utilizza il corso storico, mentre nei contesti internazionali si preferisce il fair value. Per questo c’è chi ritiene che il concetto stesso di fair value contraddica, appunto, il principio di prudenza finanziaria, se pensiamo ad esempio che potremmo acquistare un’azione a 10 con un valore di 150. In questo caso l’utile esiste solo potenzialmente, ma non nelle nostre tasche. Per questo in Italia, la prudenza prevale sul fair value e non il contrario, nonostante parte della normativa nazionale si stia dirigendo verso l’altro modello. Questo significa che i nuovi bilanci sono fortemente contaminati dal modello del fair value, come nel caso della contabilizzazione delle imposte.

La definizione di trading online

Passiamo ora alla definizione di trading online. Chi fa trading online acquista e vende titoli e azioni finanziarie tramite il web. In particolare, fare trading online significa utilizzare la rete e il computer sul quale viene installato un qualsiasi programma di trading. Questa piattaforma consente, di conseguenza, di fare tutte le operazioni necessarie alla finanza online, muovendosi con disinvoltura e agilità sui mercati virtuali di tutto il mondo. Ma qual è l’obiettivo? Sicuramente lo stesso di chi fa operazioni reali: guadagnare grazie al gap che c’è tra il prezzo di acquisto di un titolo virtuale e quello della sua vendita. Naturalmente il trading online comporta anche dei rischi, trattandosi pur sempre di un’attività economica, proprio per questo si consiglia sempre di studiare e informarsi al meglio prima di avventurarsi nel far west del trading online. Essenziale è anche l’aspetto psicologico di questa attività, che si basa soprattutto su cognizione, formazione e molta pazienza, più che su grandi operazioni. Una delle caratteristiche del web è proprio la possibilità di fare piccoli investimenti, senza la necessità di muovere ingenti somme di denaro

Ristrutturare casa, i lavori da fare in estate

Ristrutturare casa in estate su può, a dispetto delle alte temperature! Ci sono, infatti, dei piccoli interventi di restyling e manutenzione che possiamo fare anche quando fuori il caldo impazza, approfittando magari di qualche settimana di ferie per dedicarci a rinfrescare la nostra casa. Piccoli o grandi lavoretti e interventi che oggi assumono una rilevanza maggiore anche grazie agli incentivi fiscali previsti sotto forma di detrazioni in dichiarazione dei redditi, a patto naturalmente di fare tutto secondo le regole, a cominciare dallo smaltimento dei rifiuti edili, da affidare a una ditta specializzata nel settore, come Nova Ecologica.

Ristrutturare casa, gli interventi ok

Uno degli interventi che consigliamo di affrontare in questo periodo dell’anno è la ristrutturazione del bagno, uno dei lavori più pesanti e anche complessi da fare in casa, soprattutto per il fastidio che comporta. Se non abbiamo a nostra disposizione un secondo bagno, infatti, restare senza la disponibilità di questo ambiente non è una cosa particolarmente piacevole. Occhio quindi all’organizzazione, anche se d’estate possiamo sempre pensare di sfruttare una settimana di vacanza per tornare e trovare il nostro nuovo bagno già pronto per noi. Naturalmente l’estate si presta particolarmente soprattutto se ad esempio intendiamo sostituire la vasca con una doccia o cambiare i sanitari. Anche per imbiancare casa i mesi estivi sono perfetti, perché fa caldo e quindi si asciugherà tutto velocemente, e perché possiamo eventualmente anche spostare per un giorno i mobili fuori di casa senza il terrore che si bagnino. Occhio soltanto all’umidità che invece potrebbe allungare i tempi di asciugatura, quindi teniamo sempre le finestre bene aperte sia di giorno che di notte, così da far circolare l’aria.

Giochiamo d’anticipo con caldaia e giardino

Ci sono poi alcuni lavori che non sono indicati durante l’estate per motivi di opportunità, ma solo in un’ottica di programmazione autunnale. Ad esempio preparare il giardino e il terrazzo durante i mesi estivi non solo ci darà la meravigliosa possibilità di utilizzarli al meglio per le nostre cene estive, ma ci farà avere degli spazi verdi ottimali in autunno quando ci ritroveremo a dover pulire, spazzare e tagliare foglie secche in ogni angolo. Attenzione anche alla caldaia a cui difficilmente si pensa d’estate per ovvie ragioni. Eppure questo è il momento perfetto per sostituirla, anche perché possiamo prenderci tutto il tempo che ci serve per confrontare preventivi diversi e approfondire modelli e informazioni che ci servono per scegliere al meglio. In più, potremmo perfino imbatterci in qualche scontistica, praticamente impossibile a ottobre.

mercoledì 16 maggio 2018

Come ottenere il passaporto elettronico per USA

Chi desidera recarsi negli Stati Uniti per turismo, affari o studio deve sapere che dovrà prepararsi in tempo con la documentazione necessaria all’ingresso sul territorio statunitense, munendosi di passaporto elettronico e visto. I visti per gli USA sono innumerevoli a seconda dello scopo del viaggio (visto non-immigrazione o visto immigrazione per residenza permanente con conseguente richiesta della Carta Verde). Esiste, però, anche un visto o autorizzazione che facilita l’ingresso negli Stati Uniti e che si chiama visto ESTA (Electronic System for Travel Authorization) rilasciato solo a chi rientra nel Visa Waiver Program – il Programma di Viaggio senza visto; ma procediamo con ordine a partire dal rilascio del Passaporto elettronico (per qualsiasi dubbio si può fare affidamento all’assistenza di un legale esperto in materia di immigrazione e diritto internazionale, clicca qui).

Il rilascio del passaporto elettronico per gli USA

Dal 01 aprile 2016 gli unici passaporti validi per l’ingresso negli USA sono i passaporti elettronici con le impronte digitali nel microchip: hanno una numerazione a 9 cifre (2 lettere e 7 numeri); per chi usufruisce del VISA Waiver Program va bene anche il passaporto elettronico senza impronte digitali purché in corso di validità fino all’uscita dal Paese (entro 90 giorni).
In Italia, gli uffici preposti al rilascio dei passaporti sono le Questure, i commissariati di Polizia, le stazioni dei Carabinieri; per risparmiare tempo e velocizzare la pratica, si consiglia di rivolgersi direttamente alla questura o in ogni caso presso l’ufficio di residenza e non di domicilio: se il domicilio è diverso dalla residenza si dovrà dimostrare l’impossibilità di inoltrare la domanda presso il proprio comune e si dovrà attendere il nulla osta della Questura di appartenenza con ulteriore prolungamento dei tempi. Le questure sono dotate di un sistema di prenotazione online previa registrazione sul sito ufficiale della Polizia di Stato, in seguito alla registrazione verrà fornita data e ora per presentarsi in questura per la definizione della pratica, il rilascio delle impronte digitale da inserire sul passaporto e la consegna. Le questure italiane rilasciano il passaporto elettronico dal 26 ottobre 2006.

I documenti per il rilascio del passaporto elettronico

I documenti necessari per il rilascio del passaporto elettronico per gli USA sono:

  • Modulo debitamente compilato di richiesta del passaporto;
  • Un documento di riconoscimento in corso di validità (anche in fotocopia);
  • Due foto tessera recenti;
  • Ricevuta di pagamento del bollettino di conto corrente con l’importo di 42,50 € intestato al Ministero dell’Economia e delle Finanze con la causale “Importo per il rilascio del passaporto elettronico”;
  • Contrassegno telematico del valore di 73,50 e rilasciato dai rivenditori autorizzati di valori bollati;
  • Stampa della prenotazione online (se si è utilizzato il servizio).

È necessaria l’acquisizione delle impronte digitali e nel caso di viaggio programmato negli USA con i bambini si suggerisce di richiedere il passaporto personale del minore con l’autorizzazione di entrambi i genitori; in questo modo si può fare richiesta dell’autorizzazione ESTA con le relative facilitazioni, altrimenti se il minore è iscritto sul passaporto del genitore, si dovrà optare per la richiesta del visto regolare. I tempi di rilascio e consegna del passaporto variano dai 15 ai 20 giorni, si raccomanda di procedere alla preparazione dei documenti per l’ingresso negli States appena confermato il viaggio e comunque da 1 a 2 mesi prima della partenza.
Si ricorda che il rilascio dell’ESTA autorizza solo a poter accedere al mezzo di trasporto/vettore che porta negli Stati Uniti, quindi bisogna possederlo prima di salire a bordo e condicio sine qua non per ottenere l’ESTA è il passaporto elettronico. Inoltre, il permanere oltre i 90 giorni prestabiliti in USA senza ESTA, visto o documento valido preclude la possibilità di fare richiesta dell’ESTA in futuro e infine, coloro che – per affari, turismo o necessità – hanno viaggiato in Libia, Somalia, Yemen, Sudan, Siria, Iran ed Iraq dopo il 1° marzo 2011 non possono fare richiesta dell’ESTA, bensì del regolare visto non-immigrati. Qualsiasi dubbio relativo al rilascio dei visti per gli USA ci si può rivolgere all’Ambasciata Americana in Italia o all’assistenza legale di un esperto in materia (per esempio, si può consultare lo Studio Legale Carlo Castaldi).

mercoledì 9 maggio 2018

Rifiuti edili, come smaltire le macerie

Nel campo dei rifiuti speciali e in particolare di quelli edili uno degli aspetti più delicati è quello dello smaltimento delle macerie. Questa tipologia di rifiuti ha infatti un impatto sull’ambiente davvero notevole e oggi il tema è diventato, finalmente, di attualità. L’edilizia rientra ovviamente in quel genere di attività in grado di produrre una mole consistente di rifiuti e macerie: a chi di noi non è mai capitato di imbatterci nei cumuli di rifiuti edili che spuntano da un cantiere qualsiasi? Come funziona, allora questo tipo smaltimento e cosa dice la normativa a riguardo? Capiamo assieme come funziona questo settore, premettendo comunque che la gestione e lo smaltimento dei rifiuti edili devono sempre essere controllati da un’impresa specializzata nel settore, come Nova Ecologica.

Rifiuti edili, lo smaltimento secondo la legge

I rifiuti vengono distinti in urbani e speciali a seconda della provenienza e della tipologia. Quelli edili sono, appunto, speciali e vengono quindi smaltiti in un modo diverso rispetto alla normale gestione. le normative in vigore prevedono, infatti, che chi si occupa dello smaltimento dei rifiuti edili debba trasportarli in discarica o in un impianto adibito alla loro trasformazione. Se la quantità di rifiuti edili è esigua, nel caso ad esempio di piccoli cantieri domestici, questi rifiuti possono anche essere portati direttamente nell’isola ecologica comunale, laddove ammesso. È importante sottolineare che la legge assegna la gestione e lo smaltimento dei rifiuti edili soltanto alle imprese che siano iscritte all’apposito “Albo nazionale dei gestori ambientali” e che quindi siano certificate. In ogni caso i soggetti responsabili dello smaltimento sono gli stessi soggetti che producono i rifiuti, quindi l’impresa edile o il soggetto privato nel caso in cui si tratti di lavori in casa.

Rifiuti edili, come ridurli

Smaltire e gestire i rifiuti edili è quindi una pratica laboriosa, dispendiosa e anche piuttosto complessa. È importante sapere quindi che esistono dei modi in cui i rifiuti di questo tipo possono essere ridotti al minimo, con un’attenzione specifica da parte dell’impresa edile. Questo vuol dire che gli addetti ai lavori dovrebbero prestare una cura importante nella selezione dei materiali da avviare in discarica. Non è certamente facile riciclare i materiali edili, visto che per la maggior parte sono purtroppo ancora destinati alla discarica, ma è comunque possibile una demolizione cosiddetta “selettiva” oppure “controllata”, due operazioni che consistono nella selezione degli scarti all’interno di un impianto di trattamento.

giovedì 26 aprile 2018

Smaltire farmaci scaduti, ecco come fare

Da sempre uno dei problemi delle persone in generale riguarda l'uso e lo smaltimento dei farmaci. Nel momento in cui ci troviamo di fronte un medicinale scaduto come dovremmo comportarci? O per meglio dire come devono essere smaltiti i farmaci non più utilizzabili? In questo caso le filosofie di pensiero sono davvero tante, motivo per cui sono nate anche delle manifestazioni concentrate su queste azioni che permettono la raccolta del farmaco ormai non utilizzabile, ma scopriamo nel dettaglio di cosa stiamo parlando.

Farmaci scaduti, dove buttarli? 

L'errore che in molti di noi con mettono nel momento in cui si trovano di fronte a un farmaco scaduto, senza ombra di dubbio, è quello di gettarlo all'interno della spazzatura. Questo tipo di azione comporta dei problemi non indifferenti, soprattutto nelle città dove non è ancora attiva il 100% la raccolta differenziata. Se un farmaco viene gettato all'interno della l'immondizia personale è successivamente accettato nei cassonetti sappiate che vi sono delle problematiche non indifferenti, tra queste troviamo i cani randagi e i senzatetto.
I cani randagi solitamente cercano del cibo all'interno della spazzatura, motivo per cui possono imbattersi molto più facilmente con un flacone di farmaci scaduti e ingerirli senza averne la condizione reale. Differentemente a volte capita per i clochard che magari cercando cibo all'interno della spazzatura, decidano di usarli come “droghe”. Sulla base di tali motivazioni infatti si è reso necessario far nascere diffondere a macchia d'olio manifestazioni internazionali come la giornata mondiale della raccolta del farmaco. In occasioni come questa al bancone vengono portati tutti i farmaci non utilizzati ma molto più semplicemente quelli scaduti, al fine di fare una selezione e impedire che questi vengono dispersi nell'ambiente, o che possono causare gravi danni come quelli che vi abbiamo appena accennato.

Come smaltire i farmaci scaduti? 

Tenete bene in mente che nel momento in cui parliamo di farmaci scaduti stiamo facendo riferimento a rifiuti pericolosi, come olio da cucina, pile, batterie, colle, disinfettanti ecc… la domanda dunque che resta a galla è la seguente: come smaltire farmaci scaduti? In ogni città che ha messo in pratica la raccolta differenziata, i farmaci scaduti vanno all'interno di un cassonetto rosso dedicato appositamente. Badate bene che all'interno di questo cassonetto rosso vanno tutti i tipi di sciroppi tutti i farmaci in pastiglie compresse, farmaci in flaconi, informati pomata, fiale per iniezioni e disinfettanti. State bene Attenti perché i vari contenitori che possono essere di plastica o di carta, devono essere gettati negli appositi contenitori di riferimento come siete già abituati a fare con altro tipo di rifiuto da smaltire. Nel caso in cui abbiate alcune difficoltà ricordate sempre che per lo smaltimento di rifiuti speciali a Roma potete fare riferimento ad aziende che operano nel settore come la Nieco, O più semplicemente rivolgervi ad alcune farmacie di fiducia che potranno indirizzarmi su come gestirvi o a chi potermi affidare.

venerdì 23 marzo 2018

Come restituire modem Tiscali in comodato d’uso

Il mercato della telefonia è molto concorrenziale e la “guerra delle tariffe” spinge sempre più spesso i consumatori a migrare da un gestore all’altro nella speranza del risparmio. Indubbiamente Tiscali è tra i gestori più concorrenziali con le migliori offerte e il miglior rapporto qualità del servizio/prezzo; per qualsiasi evenienza potrebbe, però, essere necessario disdire l’abbonamento Tiscali, o la linea fissa e l’ADSL. La disdetta Tiscali non è complicata da fare: è sufficiente scaricare il modulo di disdetta e inviarlo compilato entro i tempi di preavviso previsti dal gestore. Se si possiede un contratto che include internet e il possesso di un modem Tiscali in comodato d’uso sarà necessario restituirlo nelle modalità che andremo ad illustrare.

La restituzione del modem Tiscali

Quando si decide di disattivare una linea telefonica con ADSL e modem Tiscali è necessario restituire tutti gli apparecchi avuti a noleggio e che erano funzionali all’accesso e all’utilizzo dei servizi ADSL o VOiP come:
Modem;
Cordless;
Router;
Mode voce wi-fi.
Tutti i dispositivi ricevuti in dotazione, dunque, dovranno essere restituiti e le spese di spedizione sono a carico del consumatore. I dispositivi devono essere spediti al seguente indirizzo:
Tiscali Italia S.p.A. C/o filiale magazzino SDA – Cagliari, Via Betti s.n.c. in Zona Industriale CASIC Est -  CAP 09030 -  Elmas Cagliari. La restituzione deve essere preceduta dalla richiesta di disdetta, il cui modulo debitamente compilato dovrà essere spedito agli uffici di:
Tiscali Italia S.p.A., Ufficio Gestione Contratti
Località Sa Illetta, Strada Statale 195 km 2.300
09123 Cagliari
La mancata restituzione dei dispositivi in comodato d’uso comporta l’addebito di una multa o penale di varia entità:
60 € per i dispositivi in possesso da meno di o pari a 1 anno;
40 € per i dispositivi in possesso da meno di o pari a 2 anni;
20 € per i dispositivi in possesso da oltre 2 anni.

Quali sono i costi di disattivazione del servizio Tiscali

La disdetta anticipata di un abbonamento Tiscali varia da un minimo di 26 € a un massimo di 70 €. Per disdetta anticipata si intende la richiesta di disattivazione prima della scadenza naturale del contratto telefonico. La variabilità dei costi di disdetta dipendono da diversi fattori:
Tipologie di servizio (Fibra, ADSL, Voce e così via);
Tipologia del codice di migrazione (che si trova sull’ultima pagina della fattura o accedendo all’area client del sito internet);
Scopo del recesso (passaggio a altro operatore, decesso del titolare dell’abbonamento, cessazione).

martedì 20 marzo 2018

Adempimenti per la pensione di reversibilità

Una volta adempiute le onoranze funebri e reso omaggio alla dipartita del caro estinto con l’aiuto di una valida agenzia funebre come la Cattolica San Lorenzo (clicca qui per informazioni), subentrano le pratiche burocratiche relative alla successione e all’eventuale riconoscimento della pensione di reversibilità o pensione ai superstiti  che altro non è che l’indennità spettante ai familiari del defunto qualora fosse un lavoratore o un pensionato regolarmente iscritto dalle gestioni previdenziali dell’INPS. Non tutti i familiari possono ricevere la pensione di reversibilità. L’INPS prevede casi e regole particolari che ne determinano i requisiti e l’importo.

Pensione di reversibilità: chi sono gli aventi diritto

La pensione di reversibilità spetta ai familiari del defunto iscritto alla gestione previdenziale INPS nel seguente ordine e grado:
Coniuge (anche se separato o divorziato) o compagno come da unione civile anche se non considerati a carico;
Figli legittimi ed equiparati (se di età inferiore a 18 anni, studenti a carico del genitore deceduto e non oltre il 26° anno di età, figli adottivi o riconosciuti);
Nipoti (se minorenni, conviventi e a carico del defunto);
Genitori (in assenza di coniugi e figli o che al momento della morte del percipiente abbiano compiuto 65 anni e non sono titolari di pensione e risultino a carico del lavoratore o pensionato deceduto);
Fratelli e sorelle (in assenza di coniugi, figli e genitori e solo se celibi o nubili e inabili al lavoro, non titolari di pensione e a carico del deceduto).

Quali sono le quote spettanti: calcolo della reversibilità

La pensione di reversibilità, qualora spettante, viene corrisposta a partire dal primo giorno del mese successivo la morte del lavoratore o pensionato.
In ogni caso, l’assegno non contempla l’intero importo della pensione, ma corrisponde ad una specifica percentuale a seconda del grado di parentela. Le aliquote di reversibilità si calcolano sul totale della pensione e corrispondono al:
60% per il coniuge senza figli;
80% per il coniuge con un figlio a carico;
100% per il coniuge con due o più figli minori e a carico.
Le aliquote di reversibilità cambiano, inoltre, a seconda che siano i figli o i genitori o i fratelli/sorelle gli aventi diritto all’assegno di reversibilità.
La domanda per ottenere la pensione di reversibilità si inoltra all’INPS tramite modulo online (e accesso privato con codice PIN) o per intermediazione di un ente di patronato (come il CAF o altro ente abilitato).

giovedì 15 marzo 2018

La gestione documentale: cos’è?

Le aziende che operano nella gestione ambientale e dei rifiuti sono a loro volta produttrici di una grande mole di documenti (modulistica, fatture, permessi, autorizzazioni) che – una volta scaduti i termini obbligatori di archiviazione – possono essere distrutti. Gli archivi, spesso, sono abbandonati a se stessi, simili a depositi di documenti, per cui la gestione documentale è bene che sia affidata a servizi di consulenza rifiuti. A volte, le stesse società di consulenza come la Nova Ecologica effettuano servizi di gestione documentale e macero certificato.

Cos’è la gestione documentale

Per gestione documentale si intende il sistema di processo documentale di un’azienda in modo condiviso attraverso il quale è possibile archiviare e rintracciare in tempo reale documenti, file, informazioni in formato elettronico.
Studi recenti rivelano che entro il 2020 ci sarà un incremento del 60% dei documenti digitali con un volume di dati eccezionale da gestire, ma allo stesso tempo un terzo delle aziende europee non è in grado di gestire né proteggere i documenti, molti dei quali contengono dati sensibili: ben il 31% delle società perde i documenti importanti, mentre il 24% non riesce a tracciare né monitorare le informazioni relative al proprio business.
Un processo di gestione documentale si articola in fasi che sono:

  • La scansione dei documenti cartacei (imaging);
  • Catalogazione dei file tramite tag (indicizzazione);
  • Creazione di un data base dei documenti in versione elettronica per automatizzare i processi di ricerca, aumentare l’accessibilità e fruibilità delle informazioni, garantire nel tempo validità legale e fiscale (archiviazione digitale);
  • Diversificazione dei formati elettronici di archiviazione (conversione);
  • Rintracciabilità dei documenti (recupero);
  • Eliminazione dei documenti se necessario (distruzione).

Macero certificato e secure shredding

Quando si presenta la necessità di distruggere dei documenti contenenti dati sensibili non si può ricorrere al macero. La distruzione di qualsiasi informazione sensibile che sia su supporto cartaceo o informatico deve essere svolta secondo quanto stabilito dal Decreto legislativo 196/03 e  normativa DIN 66399. La legge prevede che il possessore del documento da distruggere deve obbligatoriamente rendere inutilizzabile il dato sensibile contenuto e non renderlo collegabile al soggetto interessato. In base al grado di “sensibilità”, i dati conservati ricevono diverse classi di protezione. Ma quando si tratta di distruzione è bene rivolgersi ad aziende esperte in grado di rilasciare anche una certificazione affinché il macero sia eseguito in modo corretto e senza fuga dei dati (macero certificato). Il servizio di macero certificato è particolarmente rivolto alle banche e istituti di credito, agenzie assicurative, pubbliche amministrazioni, industrie che desiderano proteggere il segreto industriale, aziende che svolgono ricerca, aziende sanitarie.
La distruzione degli archivi cartacei contenenti dati sensibili deve essere svolta in conformità al “Codice in materia di protezione dei dati personali”. Il macero certificato o secure shredding deve essere pertanto affidato a un’impresa specializzata nel servizio, in grado di eseguire il macero secondo normativa e che a termine del processo fornisca la certificazione di macero documentale, anche questa redatta in conformità alle norme prescritte.

martedì 13 marzo 2018

Assicurazioni RCA, quali i veicoli più assicurati

Per qualcosa che piace, si sa, ogni individuo è disposto a spendere molto. Per gli uomini soprattutto, l'automobile rappresenta qualcosa di importante, quasi uno status-symbol, oltre che naturalmente di utile. Tuttavia, una volta acquistata, soprattutto quella dei sogni, si fa attenzione a proteggerla in tutti i modi. Questa "protezione", sotto forma anche di copertura RCA, tuttavia tende a costare e molte persone cercano una assicurazione auto low cost, che non faccia spendere molto denaro. Tante sono le tipologie di copertura che si possono sottoscrivere, così come diverse le società a cui ci si può rivolgere. Sui costi possono incidere diversi fattori, dall'età dell'assicurato alla sua provincia di residenza, passando anche per il modello di automobile posseduto. Comunque, quali sono i veicoli più assicurati nel nostro Paese e qual è la tipologia dell'automobilista che generalmente richiede una copertura per sinistri, soprattutto online?

Macchine e coperture assicurative

In questa particolare classifica, le vetture più assicurate da parte degli uomini sono per la maggior parte del gruppo Fiat o FCA. Infatti, ai primi posti troviamo la Grande Punto e le altre serie della Punto. Seguono poi la prima automobile straniera, la Ford Fiesta, che precede un'altra Fiat molto apprezzata, soprattutto dai giovani, come la Panda. Poi troviamo altre vetture estere, come la tedesca Volkswagen Golf, l'americana Focus del gruppo Ford ed infine la francese Renault Clio. Molto simile è la situazione che si riscontra tra le donne. Queste tendono a guidare ed assicurare soprattutto automobili Fiat, come la 500, ma non disdegnano anche la Panda, la Punto e la meno diffusa Seicento. Seguono poi delle vetture straniere, quali la francese Citroen C3, la giapponese Toyota Yaris e poi l'americana Ford Focus. Come si può notare, si tende a preferire maggiormente macchine italiane e di media categoria.

Profilo generale dell'assicurato online

Tra gli uomini vi è una età media di circa 45 anni, generalmente lavora come impiegato o anche operaio, che si ritrova nella quarta classe di merito. E a richiedere preventivi online sono la stragrande maggioranza degli automobilisti complessivi, circa il 72%, rispetto al restante che ancora preferisce passare direttamente dalle agenzie assicurative presenti sul territorio. Infine, il costo medio pagato da ciascuno per una copertura è di 820 Euro. Anche per le donne l'età media è di 45 anni e sono per la maggior parte impiegate, sebbene vi siano anche moltissime casalinghe. La classe di merito è, anche in questo caso, uguale a quella degli uomini, quindi la quarta. Tuttavia, la grande differenza rispetto ai maschi, è che a prendere informazioni e preventivi online sono una ristretta percentuale, il 28% delle donne che complessivamente posseggono un'automobile. La tariffa media pagata da queste si attesta sui 672 Euro.

Tfr, scopriamo cos'è

In termini generali e maggiormente conosciuti prima veniva chiamato buonuscita o liquidazione, il cosiddetto "Tfr" (come è definito attualmente) rappresenta in pratica una delle voci più importanti, da diversi punti di vista, della busta paga di un lavoratore. Un elemento che, negli ultimi anni, ha visto anche importanti novità normative e che coinvolge tutti i dipendenti, ma in particolare quei soggetti prossimi alla pensione e che dovranno effettuare il calcolo del Tfr.

Nonostante apparentemente sembri qualcosa di complicato, in realtà dietro questo termine si nasconde una quota importante di denaro che ciascun lavoratore dovrebbe ricevere dall'azienda per cui lavora o ha lavorato. Cerchiamo quindi di approfondire questo argomento, provando a capire cosa sia di preciso tale trattamento, a chi spetti ed in quale percentuale e, soprattutto, per quale motivo sia molto importante per un lavoratore.

Cos'è il Tfr e a chi spetta

Il Trattamento di Fine Rapporto, chiamato come detto anche buonuscita o liquidazione, non è altro che una somma di denaro che, mensilmente, ciascun datore di lavoro deve mettere da parte per un proprio dipendente e variabile in base allo stipendio. Una sorta di salvadanaio che l'azienda riempie e conserva per ciascun lavoratore e di cui questi potrà usufruire in determinate situazioni. Tale somma mensile è versata e visibile come una delle voci all'interno della busta paga.
Questa elargizione spetta a ciascun lavoratore al momento della conclusione del rapporto di lavoro con un'azienda, per qualsiasi tipo di ragione: nel caso il soggetto si sia dimesso o venga licenziato, abbia termine la naturale scadenza del contratto e sia se avesse raggiunto l'età pensionabile. Questo trattamento economico, di diritto, deve essere concesso ad una persona da ciascuna società per cui esso ha lavorato.

Come si calcola il Tfr e cosa se ne può fare

Negli ultimi anni si sono ampliate le possibili scelte di un lavoratore su cosa poter fare di questa somma di denaro. Si può lasciare in azienda per farla maturare e poi ottenerla appunto al momento dell'età pensionabile oppure può essere destinata verso un fondo pensione, ritenuto più vantaggioso e redditizio dal singolo lavoratore. O, ancora, può essere anche richiesta subito da questi (ma solo da alcune tipologie di dipendenti), direttamente in busta paga e mensilmente, purché sussistano alcune fondamentali condizioni.

Tra queste troviamo: anzianità lavorativa di almeno 8 anni in un'azienda; la quota richiesta non può essere superiore al 70% dell'importo complessivo del Tfr maturato; le cause che giustificano tale elargizione anticipata siano importanti per sé o i propri familiari. Ad esempio, per spese straordinarie di natura medico-sanitaria, per l'acquisto di una prima casa e per spese in caso di congedo di maternità o altri tipi di congedi.

Il trattamento spettante si calcola partendo dalla retribuzione lorda annua da dividere per il quoziente di 13,5. Tale cifra ottenuta poi, negli anni successivi al primo, subisce una rivalutazione ogni 31 Dicembre, determinata da un tasso fisso e da una percentuale dell'indice Istat dell'inflazione.     

venerdì 6 ottobre 2017

L’importanza della musica nei riti funebri

I riti funebri – da sempre, in tutte le culture e indipendentemente dalla religione – sono accompagnati dalla musica, una musica idonea per l’occasione e che soprattutto nelle odierne onoranze funebri è data per scontata, delegata ad altri e alla quale sia i familiari che i rappresentanti delle imprese funebri danno poca attenzione, spesso trovandosi nell’imbarazzo di non sapere cosa consigliare. Le agenzie di  onoranze funebri a Roma ripongono, invece, la giusta attenzione alla scelta musicale per i riti funebri forse perché la capitale è spesso teatro di esequie di Stato, funerali di VIP, riti solenni, cerimonie per le esequie dei Papi a volte trasmesse in TV, per cui le imprese di onoranze funebri, come La Cattolica San Lorenzo, fanno attenzione anche alla scelta musicale, premurandosi di offrire conforto ai familiari anche in queste incombenze ritenute minori.

Perché la musica è importante nei riti funebri?

La musica nei riti funebri è un elemento che inconsapevolmente contribuisce ai meccanismi di elaborazione del lutto fin dal primo istante, fin dal momento più doloroso dell’estremo addio alla persona defunta. Infatti,
  • La musica evita il silenzio eccessivo nelle fasi più dolorose del funerale: sebbene il silenzio sia importante nell’elaborazione del lutto, non è sempre tale durante il funerale, quando c’è il riconoscimento comunitario della perdita e il silenzio può creare varchi in cui si insinua il dolore, intenso e insopportabile;
  • La musica favorisce il raccoglimento: dove le parole non servono o non bastano, nei momenti di silenzio della funzione, la musica contribuisce a colmare i silenzi e allo stesso tempo evitare che qualcuno si avvicini per parlare o disturbare. Ascoltare la musica, aiuta tutti i presenti a concentrarsi e lasciarsi andare ai ricordi;
  • La musica agevola il pianto: il pianto durante i riti funebri non è negativo, ma una naturale valvola di sfogo. La musica come un balsamo può indurre alla commozione, non come banale esternalizzazione del dolore, ma come sollievo e sfogo per il dolore della perdita subita.
  • La musica avvicina e accomuna: i partecipanti a un funerale si riconoscono nella caducità della vita e nella sua fugacità, e la musica contribuisce a creare un senso di affiatamento, comunione e vicinanza ai familiari che hanno subito il lutto, nella consapevolezza che la morte è ineluttabile e non risparmia nessuno.
È evidente che la musica per i riti funebri deve essere sempre rispettosa delle sensibilità e deve saper trovare l’equilibrio armonico tra suono e silenzio, pieno e vuoto che rispecchiano gli stati d’animo delle persone in lutto.


Cenni sulla storia della musica sacra per i riti funebri


I Canti Gregoriani rappresentano la musica sacra per eccellenza, solenne, seria, importante, che concilia la meditazione e favorisce il silenzio e la contemplazione. La musica gregoriana è anche la più antica forma musicale di celebrazione, ivi inclusa la commemorazione della morte. Su ispirazione della musica gregoriana, nei secoli, molti musicisti si sono cimentati nelle scrittura di partiture dedicate all’estremo saluto, basti citare la nota Messa da Requiem di Mozart (tra l’altro, la sua ultima composizione) o la Messa in Requiem di Giuseppe Verdi (scritta per la commemorazione di Alessandro Manzoni, suo grande amico ed estimatore). Un genere musicale a volte prestato alle onoranze funebri è il jazz, ispirato alla musica funebre suonata durante i funerali di New Orleans dove si passa dalle note tristi a quelle allegre in un crescendo emotivo, svolgendo a pieno, e in modo diverso, alla funzione catartica e liberatoria della musica durante i funerali.

venerdì 5 maggio 2017

Cremazione animali, quanto ci costa



Se diverse persone ormai scelgono di cremare i propri congiunti defunti, questa pratica si sta pian piano affermando anche per gli animali da compagnia, cani o gatti che siano. Tutto questo sarebbe un ultimo gesto di gratitudine e cortesia per quegli amici a quattro zampe che hanno fatto compagnia per molto tempo, donando tanto affetto ai loro proprietari. In questi anni, così come per la cremazione a Roma o in altre località per gli esseri umani, sono sorte imprese in varie regioni che offrono servizi anche per animali. Questa pratica non differisce molto da quella che si effettua appunto per le persone, tuttavia necessita di una scelta fondamentale tra una cremazione collettiva o una singola.


Con la prima, si decide di far cremare il proprio animale assieme ad altri, con l'ulteriore svantaggio di non poterne ottenere indietro le ceneri, tuttavia ha l'indubbio vantaggio dei costi relativamente ridotti. La cremazione singola invece consente una procedura "personalizzata", con l'opportunità di poter avere indietro le ceneri, tuttavia i costi sono ben più alti e onerosi per coloro che la scelgono. Purtroppo spesso tale scelta è condizionata appunto dagli oneri economici che gravano sul proprietario. Andiamo comunque ad individuare, sia pur indicativamente, le tariffe che si potrebbero pagare per la cremazione di un cane o un gatto, tenendo presente che variano spesso da una regione ad un'altra e addirittura da una città all'altra.



Costi



Su questi tendono ad incidere naturalmente diversi fattori importanti: uno, come detto, è quella della scelta tra cremazione collettiva o singola, un altro è il peso dell'animale stesso. Incidono poi in misura minore le scelte di portare questo dal veterinario di zona oppure consegnarlo personalmente all'impresa specializzata e, ancora, di farsi restituire le ceneri. Con la cremazione collettiva, per gatti, cani ed animali di piccola taglia (tra i 5 ed i 10 kg) si parte dai 50-60 €, passando per 100 € di quelli di media taglia, per arrivare a superare i 150 € per quelli di grandi dimensioni (oltre 50 kg). Per una cremazione singola e personalizzata, invece, si parte dai 160-180 € per gatti, cani ed animali di piccola taglia, passando per i 250 € di quelli di medie dimensioni, per finire a superare i 300 € per quelli di grande taglia.


Alcune società, inoltre, offrono anche cremazioni particolari, con possibilità di assistere alla procedura, effettuare un rito o cerimonia di commiato, avere urne cinerarie personalizzate ed anche un Dvd del rito stesso. Le tariffe, in questo caso, crescono considerevolmente e partono dai circa 400 € per gatti, cani e animali di piccola taglia, per arrivare a toccare anche i 600 € per quelli di grandi dimensioni. A tutto ciò naturalmente si devono aggiungere, nel caso, anche i costi relativi al ritiro dell'animale presso il proprio domicilio (variabili intorno ai 50-80 €, in base alla distanza dalla sede dell'impresa specializzata), alla consegna delle ceneri tramite corriere ed alle spese per il veterinario e relative certificazioni.

  

giovedì 4 maggio 2017

Cucina, come diventare chef

L'Italia ha sempre avuto un'ottima reputazione internazionale a livello di gastronomia e ciascuna regione presenta un'antica tradizione culinaria unica e originale. Tutto ciò ha creato ottime basi, da un lato, per la nascita di eccellenti ristoranti e, dall'altro, per la crescita di cuochi o chef di altissimo livello. Non stupisce quindi che tanti di questi abbiano successo anche in ambito internazionale. Preparazione, passione, fantasia sono tra gli elementi che li hanno resi famosi, apprezzati e richiesti non solo dai grandi ristoranti ma anche da diversi locali, da quelli presenti nelle più celebri città europee fino a quelli di Milano o della Capitale, come può essere l'Os Club di Roma. Molti locali che non solo permettono di gustare le creazioni di questi cuochi, ma anche di poterli vedere all'opera da vicino e magari carpirne qualche segreto, grazie alla "stanza dello chef". Ma per coloro che volessero intraprendere questa strada, come lo si diventa? Celebrità, denaro, successo sono il frutto di tanti anni di sacrifici e studio, che si associano a doti personali.



Doti Personali

Per diventare chef innanzitutto bisogna possedere alcuni elementi caratteriali di base, come fantasia, pazienza, passione per il cibo e la cucina in generale. Se questi ultimi sono facilmente "reperibili", le prime spesso sono innate. La fantasia è importante per creare sempre nuovi piatti originali, mai banali o consueti, ed aiuta nel trovare sempre nuovi sapori da abbinare o ingredienti da mescolare. A tutto questo si deve aggiungere anche la pazienza, soprattutto nella preparazione delle diverse pietanze, che richiedono tempo appunto e la cura necessaria per poi riuscire ad ottenere il risultato desiderato, quindi un piatto buono e apprezzato. Se si posseggono queste doti, allora si ha una buona base di partenza per intraprendere questa carriera.  

Studio

Se alcuni sono chef "per caso", avendo iniziato a studiare e lavorare in tutt'altro settore, per poi scoprire successivamente la passione per la cucina, la maggior parte di essi invece possiede alle spalle anni di studio specialistico. Questo può iniziare frequentando gli istituti alberghieri, scuole superiori diffuse in tutta la Penisola, che prevedono nel loro corso di studi anche la specializzazione come operatore di cucina. Conseguito il diploma, si può scegliere di frequentare poi l'università (diverse sedi prevedono dei corsi di laurea che permettono di approfondire le proprie conoscenze in tale ambito) oppure scuole di alta cucina o accademie, che spesso abbinano allo studio teorico anche esperienze dirette tra i fornelli per i loro studenti.

Esperienza

Se alle doti personali di partenza si è abbinati lo studio, adesso non resta che cominciare a fare l'esperienza necessaria "sul campo". In questo caso, la si può iniziare in diversi ambienti: in ristoranti, in cucine di alberghi, sulle navi. Dapprima cercando di apprendere dagli chef più anziani i "segreti" del mestiere, per poi pian piano cominciare a dare il proprio pizzico di originalità e cercare di distinguersi. Doti, capacità, studio, esperienza e un pò di fortuna potranno alla fine far diventare delle star della cucina.

lunedì 19 dicembre 2016

Indice vix e il trading online

Il trading online è la nuova forma di investimento finanziario di questa epoca moderna. Investire in rete, facendo operazioni finanziarie online significa, appunto, investire nel trading online. C’è chi ne parla come della grande opportunità di questo secolo, chi invece descrive il fenomeno trading online come la bestia nera del millennio. Tra ricchezza e truffa, però, c’è la possibilità di farsi un’idea più equilibrata e intermedia in merito all’argomento. È importante capire che il trading online costituisce, sì, una grande chance per investire qualche risparmio sui mercati finanziari in rete e quindi, magari, per guadagnare qualcosina, ma, nello stesso tempo, come ogni operazione economica, va gestita in modo preciso, secondo certe regole e meccanismi. È quindi necessario che a occuparsi di trading online sia una persona informata e magari esperta di finanza online, un novellino potrebbe facilmente cadere in una truffa o non tener conto di determinati fattori “negativi” che possono in qualche modo causare una perdita economica o comunque un investimento fallimentare.
Uno di questi fattori è la cosiddetta volatilità. Questo significa che i mercati finanziari non sono, purtroppo, stabili, non hanno cioè un andamento uniforme e coerente, ma possono cambiare strada all’improvviso, magari influenzati dall’annuncio di un capo di Stato o di un’operazione finanziaria globale. Per questo è stato necessario confezionare uno strumento ad hoc che consentisse ai trader online di imparare a gestire il tasso di rischio e volatilità della finanza online. Questo strumento è l’indice vix, anche detto indice della paura, perché spesso la maggiore o minore volatilità dei mercati finanziari corrisponde alla sicurezza economica, ma anche sociale e politica, di determinati mercati. Attraverso l’indice vix, la volatilità e quindi il grado di rischio delle operazioni che verranno fatte in rete si abbassano notevolmente o, comunque, si possono tenere sotto controllo, salvo grandi accadimenti improvvisi, come la morte di un capo di Stato o un attacco terroristico. È interessante, infatti, capire quanto l’attualità condizioni in modo forte e stringente l’andamento dei mercati finanziari. Un momento di particolare paura e tensione collettiva in un determinato Paese produrrà un clima di paura e terrore anche sui rispettivi mercati finanziari. Quindi è bene sapere che l’indice vix, utilizzabile quindi nel trading online, sia uno strumento utile salvo casi eccezionali.

Dunque, tramite questo strumento, il trader ha una sorta di termometro della paura dei mercati finanziari in un determinato momento, potendo quindi fare una stima approssimativa ma piuttosto calzante sull’andamento che ne seguirà, in positivo o in negativo. In pratica, l’indice vix viene “disegnato” come un grafico proprio per seguire l’andamento, spesso poco lineare, dei mercati.

mercoledì 30 novembre 2016

Master: la nuova frontiera del dopo laurea

Dopo il percorso universitario ogni studente fa i conti con il dilemma del “ora cosa faccio”? immettersi nel mondo del lavoro, proseguire gli studi effettuando l’iscrizione ad un corso di laurea specialistica oppure intraprendere un master? Nel momento in cui vi troverete davanti tale scelta però dovete necessariamente decidere quale sarà il vostro percorso lavorativo, anche in vista di proseguire il percorso universitario con una laurea di secondo livello (alias la classica specialistica). Tutto ciò che si allegherà alla laurea di primo livello infatti vi permetterà di affinare le vostre competenze, qualsiasi esse siano. Voi, ad esempio, sapete già quale carriera lavorativa caratterizzerà il vostro futuro?


Specialistica o master? Tale scelta spesso è mossa da una sensazione di incertezza. Molti studenti hanno paura di non trovare un’occupazione lavorativa, nonostante il conseguimento della laurea… Motivo per cui si preferisce arricchire le proprie competenze e conoscenze in un settore specifico. Solitamente quali sono le scelte predilette dagli studenti per costruire le basi solide del loro futuro? I laureati in ingegneria civile o industriale ad esempio preferiscono continuare il loro percorso di studi con un corso di laurea specialistica. Solitamente a muoverli è l’idea che grazie a questa scelta è possibile crearsi più di una chance lavorativa, cioè una carriera da libero professionista, imprenditoriale o aziendale. Per ottenere questo tipo di risultato però sarà essenziale scegliere un percorso di studi versatile, che vi prepari appunto a gestire qualsiasi realtà. Questo tipo di decisone però molto spesso non viene considerata dai laureati in informatica o elettronica. Una volta finito il percorso universitario infatti gli studenti di queste materie hanno voglia prendere una strada ben specifica, ecco perchè la maggior parte si indirizza verso un master informatica o in elettronica, grazie ai quali sarà possibile acquisire in poco tempo (da sei mesi a un anno) delle competenze verticali nel settore in cui si vorrebbe operare. Sostanzialmente i master ormai sono diventati una vera e propria scuola lavoro, infatti danno la possibilità di intraprendere degli stage con possibile inserimento in azienda. Inoltre è possibile effettuare l’iscrizione ai master anche poco prima che si concluda il percorso di studi, anche se in tal caso viene richiesta la garanzia di conseguire la laurea entro i dodici mesi.


martedì 22 novembre 2016

Come aprire un pub: burocrazia e costi da sostenere

Uno dei sogni più ricorrenti tra i giovani d’oggi è sicuramente quello di trovare una propria indipendenza finanziaria e lavorativa ed è per questo che sono in aumento le attività che vengono aperte dai ragazzi. Ma quando si sceglie di entrarenel mondo del commercio bisogna stare attenti a ogni particolare per evitare cattivi investimenti.   Tra le attività che vanno per la maggiore tra i giovani troviamo sicuramente quella  relativa all’apertura di un pub o di un locale,  che è considerato un ambiente giovanile per eccellenza dove è possibile parlare e bere  birra magari vedendo una partita di calcio o ascoltando una band che suona musica dal vivo. Questa tendenza è più evidente soprattutto nelle grandi città, in particolare a Milano o nella capitale dove ci sono diverse richieste per avviare uno dei locali roma.
Chi si vuole lanciare in questa attività deve avere un buon gruzzolo da parte, perchè al momento i fondi europei per l’apertura di locali da parte dei giovani non funzionano benissimo, infatti c’è da aspettare molto tempo e risulta molto complicato rientrare  nella categorie a cui viene dato un finanziamento. Quindi la cosa migliore è quella di prendere un locale in società con qualcuno, magari trovando un posto il cui affitto non sia esorbitante (in grandi città per esempio una buona idea è quella di prediligere zona più periferiche rispetto al centro storico) o come alternativa è possibile aprire un pub  in franchising con una grande azienda, ma questa non vi darà l’autonomia sognata.

Location e avvio attività cosa fare

La prima cosa da fare quando si ha in mente di aprire  un pub è trovare la location giusta, che deve essere posizionata in un posto strategico per il tipo di locale che avete in mente, infatti i pub solitamente aprono verso l’ora di cena offrendo un servizio di food & drink ed è quindi consigliabile trovare una zona frequentata dai giovani (possibilmente lontano dalle abitazioni, quindi evitare un locale che sia direttamente sotto i palazzi) in modo che possiate tenere la musica alta anche qualche ora in più del dovuto.  inoltre è importante  vicino al vostro pub si trovi un ampio parcheggio.
Per quel che riguarda le spese da affrontare c’è sicuramente quella relativa al locale (affitto, acquisto o gestione), che varia dalla zona in cui vi trovate e dalla sua metratura, mentre le altre spese che vi porteranno via altro denaro saranno quelle relative alle utenze e alla messa in ordine di tutte le varie pratiche sanitarie che vengono rilasciate dall’ASL per l’apertura. Una parte della spesa iniziale sarà quella relativa all’acquisizione del materiale necessario  e anche il costo delle pratiche burocratiche relative alle licenze, peseranno sulle vostre tasche. Tra queste quelle più esose sono per la vendita di alcolici e per la previdenza da pagare all’Inps. Sicuramente l’investimento iniziale può spaventare un giovane pieno di sogni, ma se avete intraprendenza e buona volontà, se riuscirete a rendere il vostro locale originale e caratteristico per qualche elemento che lo distingua da tutti gli altri, se sarete in grado di scegliere i giusti mezzi online e offline per promuoverlo e pubblicizzarlo….beh, vedrete che in breve tempo verrete ripagati, dalla clientela che conquisterete, di tutti i sacrifici fatti!

sabato 19 novembre 2016

Anche l’occhio vuole la sua parte: l’ufficio perfetto

Quante volte quelle pratiche di troppo sparse sulla scrivania dell’ufficio fanno perdere il doppio del tempo per svolgere il proprio lavoro? E che dire di penne, matite, forbici costantemente fuori posto?
È vero, potrebbe trattarsi di un “disordine ordinato”, nel quale l’impiegato ha tutto a portata di mano e sa perfettamente dove trovare tutto ciò di cui necessita; ma ciò può non fare una bella impressione ai colleghi o ai clienti che passano dal suo ufficio.
Per ovviare al problema, quindi, bisognerebbe innanzitutto cercare di tenere il più possibile in ordine la propria scrivania.  È risaputo, infatti, che l’ordine sia motivo di maggiore efficienza nello svolgimento del proprio lavoro e di un’immagine senza dubbio più affidabile dell’impiegato. Dunque, evitare di occupare spazio inutile sulla propria scrivania fa sì che il lavoro non si accumuli e che non si creino quelle famose torri di documenti: ciò può essere svolto provando a sbrigare più pratiche possibili durante l’orario di lavoro, oppure conservando i vari documenti in apposite carpette. Questo processo di “archiviazione” viene spesso trascurato, ma in realtà è molto importante per un impiegato e, soprattutto, per lo svolgimento del suo lavoro.


Purtroppo capita anche che il lavoro sia talmente tanto e frenetico che, a volte, non si ha nemmeno il tempo di sistemare ogni singolo documento. In questi casi, un’idea potrebbe essere quella di tenere sulla scrivania un contenitore in cui poter conservare momentaneamente tutti i documenti che, poi, verranno sistemati successivamente in un momento più tranquillo.
Inoltre, sarebbe opportuno cercare di mantenere, ogni cosa al suo posto. A questo proposito, i portapenne risultano degli utilissimi accessori per evitare di tenere in giro penne e matite; o, ancora, un fermacarte può servire per tenere in ordine tutti quei foglietti che si utilizzano per prendere un appunto veloce, i bigliettini da visita e quant’altro.
Altra cosa importante, da non sottovalutare assolutamente, riguarda i mobili dell’ufficio, che devono essere più funzionali possibili: scrivania, sedia, ma soprattutto cassettiere, librerie, mobili con appositi sportelli. In questo modo, è possibile trovare velocemente i documenti che servono e con molta più praticità.
Ultimo, ma non meno importante, la pulizia. Un ufficio pulito dona una piacevole sensazione di benessere. Questo è un compito affidato in genere a un’impresa di pulizie, è vero, ma mantenere in ordine il proprio ufficio significa facilitare il lavoro a chi se ne occuperà. Come si potrebbe mai pulire un ufficio pieno di documenti e scartoffie?


La progettazione del bagno


Il bagno è ormai diventato una delle stanze principali è più importanti di una casa.
Le ultime tendenze del design di interni, infatti, riservano un occhio di riguardo a questo spazio, che è ormai diventato una vera e propria oasi per il relax, un paradiso per i sensi, in cui anche l’aspetto estetico ricopre un ruolo di fondamentale importanza.
Tuttavia, non bisogna dimenticare gli aspetti pratici e funzionali, soprattutto se si tratta dell'unico bagno dell’appartamento: l’ideale sarebbe, quindi, di mettere insieme bellezza e praticità.
La progettazione del bagno deve seguire alcuni criteri particolari e questi possono dipendere da diversi fattori: le dimensioni, i gusti e le abitudini di chi abita l’appartamento, l'eventuale presenza di un altro bagno o, comunque, di uno spazio da adibire a lavanderia.
Dal momento che in questo spazio non si trascorre molto tempo come nelle altre stanze e non si presta ad attività che richiedono una luce particolare o silenzio, il bagno non necessita di un'esposizione ottimale rispetto ai punti cardinali: a volte, infatti, viene posizionati nei punti meno favorevoli alla luce, cioè verso il lato nord. Nonostante ciò, è comunque molto importante che in bagno vi sia almeno una finestra per la ventilazione e l'illuminazione (anche se minima), come tra l’altro si richiede nelle norme che riguardano direttamente edilizia e igiene. Tuttavia, esistono alcune eccezioni, quali i bagni degli appartamenti monolocali e bilocali o il secondo bagno; in questi casi, però, è opportuno installare un sistema di ventilazione adeguato, con attivazione automatica collegata all'interruttore della luce e che sfoci fuori con una canna di esalazione.
Per quanto riguarda i sanitari, ogni bagno deve disporre di doccia o vasca, tazza wc, lavandino e bidet. Se si ha spazio in abbondanza, è possibile installare sia la doccia che la vasca, dando così la possibilità di scegliere se optare per una doccia veloce o concedersi un bagno caldo e rilassante.


La disposizione dei sanitari è importantissima, infatti è consigliabile disporli in modo tale da sfruttare tutto lo spazio a disposizione. Inoltre, si possono seguire alcuni accorgimenti, quali ad esempio posizionare la tazza wc in una posizione poco visibile e appartata, così che se qualcuno dovesse aprire la porta inavvertitamente, se ne possa occultare anche parzialmente la vista. Accanto alla tazza wc, per questione di comodità, deve essere posizionato il bidet. È comunque opportuno lasciare tra i sanitari la distanza sufficiente al loro corretto utilizzo, cioè quello che basta a non ostacolare i movimenti e gli spostamenti.

Ovviamente, come per tutte le cose, è possibile che questo spazio di vitale importanza necessiti, un domani, di qualche modifica o ristrutturazione: in questo caso, è importante rivolgersi a degli esperti che si occupino proprio della ristrutturazione bagno Roma.

venerdì 18 novembre 2016

Attenzione alle muffe in casa! Come risolvere il problema

Le muffe e le umidità sono cose piuttosto diffuse nelle case soprattutto in montagna e in campagna. Non è un problema solo d'estetica, di vernici scrostate, di bolle, ma il problema può diventare di salute.
Individuiamo gli ambienti dove questo può accadere.
Naturalmente i luoghi dove la muffa si può accumulare sono posti come le cantine, gli ambienti dove circola poca aria, e quelli esposti a Nord. Anche le perdite d'acqua possono formare muffe e umidità. Quindi potenzialmente tutta la nostra casa può essere soggetta a questo tipo di problemi.

Per evitare la formazione di muffe il consiglio è quello di arieggiare il più possibile gli ambienti, favorendo il ricambio d'aria. Aprire le finestre è importante anche perché la mancanza di sole può di per sé far proliferare le muffe, quindi a rischi sono anche stanze particolar mente buie. Un altro consiglio è quello di stare attenti alla manutenzione delle tubature della vostra casa.  



L'umidità di risalita


L’umidità di risalita è un altro modo di manifestarsi dei fenomeni di cui abbiamo parlato. In questo caso l'umidità risale dal basso, e in particolare dalle fondamenta. Ciò è dovuto dalla porosità della muratura e dalla quantità d’acqua presente nel sottosuolo.
Il fenomeno avviene quando I sali presenti nel terreno e nel materiale da costruzione si sciolgono nell’acqua e salgono fino alla superficie. L’acqua evapora ma il sale rimane nell’intonaco formando le macchie che tutti conosciamo. I problemi generati da questo tipo di fenomeni sono davvero tanti: non solo un ambiente insalubre, non solo i danni estetici, ma anche l'indebolimento della struttura, molto pericoloso. Questo tipo di umidità colpisce le vecchie costruzioni, con murature portanti a diretto contato con il terreno, ma non risparmia le nuove, se l’impermeabilizzazione dei muri rivolti verso le fondazioni non è stato eseguito correttamente.


Perché è rischioso?


A risentirne è l'apparato respiratorio. Le micotossine generate dalle muffa e dall'umidità possono generare allergie respiratorie, asma e sensibilità chimica. A rischio sono soprattutto i più piccoli. L'inizio della malattia può manifestarsi con sintomi veramente banali quali raffreddore, congiuntivite, naso chiuso o tosse. Anche la rinite allergica può essere provocata -o peggiorata- dalle muffe. La situazione può quindi peggiorare velocemente.

Cosa fare?

Nei casi di muffe lievi, sarà sufficiente passare un panno imbevuto di candeggina nel muro attaccato dalla muffa. Fatelo arieggiando bene la stanza ed usando protezioni per la bocca, una mascherina ad esempio. La muffa viene via facilmente.

Nei casi più gravi ed estesi, sarete costretti a ricorrere ad una ristrutturazione appartamenti roma  per eliminare le fonti che causano muffa. La spesa sarà ingente ma ricordate le gravi controindicazioni per la salute.