martedì 9 dicembre 2014

Casi di discriminazione sul lavoro: come tutelarsi?

La discriminazione sessuale sul lavoro è molto frequente. Il Ministero del Lavoro ha infatti inviato una circolare, la 31/2001, ai propri ispettori, chiedendogli di vigilare nei luoghi di lavoro nei confronti di questo spiacevole evento.

Come individuare un caso del genere

Esistono alcune offerte di lavoro illecite all’interno delle quali si evince una discriminazione sessuale implicita ( come per esempio “Cercasi commessa”) perché attuano appunto una discriminazione basata sul sesso.
La legge permette l’unicità di sesso quale condizione per lo svolgimento di un’attività. La disparità di trattamento più frequente invece viene esercitata sulle donne quando precede l’assunzione, in fase di attuazione dell’attività e in fase di licenziamento.
· La lavoratrice non può essere sottoposta a test gravidico nel momento dell’assunzione
  • Svantaggi o vantaggi minori o maggiore relativi al sesso sono da valutare discriminatori
  • L’azienda non può sottoporre alla candidata fogli in bianco da firmare prima della fase di assunzione
  • Non ha validità il licenziamento sottoposto alla lavoratrice, qualora sia stato imposto nel periodo che va dalla pubblicazione delle carte per le nozze ad un anno dopo la celebrazione del matrimonio

Dimissioni in caso di matrimonio


Sono dubbie le dimissioni mostrate a causa del matrimonio. Le dimissioni devono essere confermate di persona. Sono equivoche anche le dimissioni presentate durante la gravidanza e fino al primo anno di vita del bambino. Da marzo 2001 è scattata la nuova legge sugli infortuni domestici rivolta ad assicurare ben 7 milioni di casalinghe, soggette anch’esse a discriminazione sessuale.

Si deve sottoscrivere una polizza anche per professionisti, presso una impresa di assicurazioni privata, che garantisce una prestazione solo in caso di inabilità permanente superiore al 33%. In generale, in questi casi il premio da pagare è abbastanza ridotto: basterebbe un versamento di 12,91 € l'anno.
Il premio non è frazionabile ed è esente da oneri fiscali. Sono esclusi dalla copertura gli infortuni che non comportano inabilità superiore al 33%. In caso di inabilità superiore al 33% la casalinga può chiedere una rendita vitalizia. Per il calcolo della liquidazione della rendita ci si fonderà sulla retribuzione annua del settore industriale.


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