Con la riforma delle tipologie contrattuali, il governo vuole mettere a freno la piaga del precariato, attraverso una serie di interventi come quello sulla flessibilità in entrata, per andare a riequilibrare le convenienze dei contratti, principalmente il tempo determinato e la collaborazione a progetto.
Obiettivi della riforma delle tipologie contrattuali
Oltre a intervenire sulla flessibilità in entrata, la riforma vuole toccare anche quella in uscita, adeguando la normativa dei licenziamenti al contesto economico attuale, e dunque ritoccando l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. In particolare, la riforma prevede misure in merito ai licenziamenti individuali.Dove interviene la riforma dei contratti
In generale, la riforma del mercato del lavoro toccherà le seguenti tipologie contrattuali:- Contratto a tempo determinato
- Contratto di apprendistato
- Contratto di lavoro intermittente
- Contratto di lavoro a tempo parziale
- Contratto di collaborazione a progetto
- Contratto di collaborazione con partite IVA
- Contratto di associazione in partecipazione con apporto di lavoro
- Contratto di Lavoro accessorio
Ad esempio, per quanto riguarda il contratto a tempo determinato, la riforma prevede l'incremento del costo contributivo relativo per il finanziamento dell'attuale assicurazione sociale destinata all'impiego. Il contratto di apprendistato, invece, articolato nelle varie tipologie previste a seconda dell'organizzazione che lo eroga, deve diventare il principale canale di accesso dei giovani al mondo del lavoro e andrà implementato entro il 25 aprile 2012.
Per il contratto a progetto, la riforma prevede interventi sul regime attuale, per restringerne l'utilizzo attraverso disincentivi non solo normativi ma anche contributivi.
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