venerdì 22 marzo 2013

Contratti affitto aziende, come scegliere la soluzione migliore


La situazione delle imprese in Italia non è molto rosea in questo momento, con molti negozi costretti a chiudere. Quando si apre un’attività, una delle prime cose da fare riguarda i contratti di affitto per le aziende. L’affitto è infatti una delle soluzioni consigliate per chi già ha previsto un grosso esborso per l’apertura e l’attrezzatura varia. Le norme relative all’affitto sono disciplinate nel codice di procedura civile all’articolo 2562.

Come funzionano i contratti d’affitto?
Nei contratti d’affitto, il proprietario di un immobile lascia in gestione un monolocale (in alcuni casi bilocale) all’affittuario, che verserà un canone mensile. Per le emergenze, l’affittuario è tenuto a fare i lavori, che poi saranno rimborsati dal proprietario. Tutti gli altri tipi di manutenzione sono a carico del proprietario, tranne quelle di piccola entità a carico del conduttore. E’ importante, che durante il periodo d’affitto, il conduttore non cambi la destinazione d’uso dell’immobile.

Quando è necessario l’affitto?
L’affitto, come spiegato precedentemente, si rende necessario per chi decide di aprirsi un’attività e già deve sostenere altre spese. Infatti per uffici o monolocali, questo tipo di soluzione risulta essere la più usata dai futuri conduttori. L’alto costo degli affitti ha aperto una crepa all’interno del sistema lavoro in Italia: la situazione delle aziende sta diventando sempre più problematica a causa della crisi economica e da più parti si richiedono riforme e provvedimenti per dare di nuovo slancio all’economia e soprattutto dare più opportunità ai giovani di dare concretezza alle proprie idee, che spesso sono frenate dalla paura di veder fallire il proprio progetto per gli alti costi da sostenere. Molto importante è la scelta del locale: per questo, è utile informarsi attraverso giornali dedicati oppure tramite il passaparola, chiedendo ad amici o conoscenti di immobili da affittare nella zona desiderata. In ultima ipotesi, si possono anche inserire annunci su riviste specializzate.

martedì 16 ottobre 2012

Autocertificazione residenza


Dopo il calcolo dell'IMU, l'autocertificazione di residenza. Sono due step che vano a braccetto. Di seguito proponiamo un modello utile per l’atto di autocertificazione di residenza. Trattasi di “autocertificazione” perché ai cittadini italiani è concesso di attestare alcune situazioni, tra le quali la propria residenza, attraverso una dichiarazione sostitutiva stilata di persona, senza dover ricorrere alla pubblica amministrazione. Chiaramente, attestando un parametro spesso facilmente variabile come la residenza, questo modulo autocertificato ha una validità solitamente riconosciuta per sei mesi dalla sua compilazione.

lunedì 10 settembre 2012

Autocertificazione classe energetica: si può fare?

La classe energetica di un edificio è un valore di riferimento ricavato dalla quantità di combustibile consumata nel tempo di un anno per ogni metro quadrato di superficie interessata. Perciò, semplicemente, un edificio detto “a basso consumo energetico” è uno stabile che coniuga il comfort abitativo al risparmio energetico(!). A proposito di risparmio energetico, se avete bisogno, date un’occhiata a come disdire il contratto enel.