Compendio sulle Classi
Degli appositi parametri sono stati definiti per classificare gli stabili in base al rapporto tra la quantità di energia erogata e il costo in termini di denaro la classificazione energetica degli edifici è espressa in sette termini di riferimento,etichettati ognuno con una lettera dell’alfabeto, dalla A alla G: la classe A, tanto per chiarirci le idee, riguarda i consumi inferiori ai 30 Kilowatt ora al metro quadro annuali (oppure inferiori alla cifra di 3 litri di gasolio al metro quadro annuali); la classe G, invece, comprende i consumi superiori ai 160 kilowatt ora (o ai 16 litri di gasolio) al metro quadro l’anno. Nel mezzo abbiamo, in ordine:- la classe energetica B (dai 31 ai 50 Kwh o dai 3,1 ai 5 litri di gasolio al metro quadro)
- la classe energetica C (dai 51 ai 70 Kwh o dai 5,1 ai 7 litri di gasolio al metro quadro)
- la classe energetica D (dai 71 ai 90 Kwh o dai 7,1 ai 9 litri di gasolio al metro quadro)
- la classe energetica E (dai 91 ai 120 Kwh o dai 9,1 ai 120 litri di gasolio al metro quadro)
- la classe energetica F (dai 121 ai 160 Kwh o dai 12,1 ai 16 litri di gasolio al metro quadro)
La certificazione dell’edificio
All’interno di questo quadro l’aspetto riguardante la certificazione energetica degli edifici diventa uno strumento informativo dall’importanza non indifferente, perché consente soprattutto di incrementare il valore di mercato degli edifici in questione. Proprio per la sua importanza, tale certificazione deve essere rilasciata da enti competenti, sempre estranei alla proprietà per ovvie ragioni. In realtà, la certificazione energetica in Italia è attualmente competenza quasi esclusiva dei Comuni, in quanto non sono in vigore decreti ministeriali, o comunque di portata nazionale, tali da definire i criteri e i requisiti professionali su cui basare il lavoro di coloro cui affidare il compito di tale certificazione.

Nessun commento:
Posta un commento