mercoledì 16 maggio 2018

Come ottenere il passaporto elettronico per USA

Chi desidera recarsi negli Stati Uniti per turismo, affari o studio deve sapere che dovrà prepararsi in tempo con la documentazione necessaria all’ingresso sul territorio statunitense, munendosi di passaporto elettronico e visto. I visti per gli USA sono innumerevoli a seconda dello scopo del viaggio (visto non-immigrazione o visto immigrazione per residenza permanente con conseguente richiesta della Carta Verde). Esiste, però, anche un visto o autorizzazione che facilita l’ingresso negli Stati Uniti e che si chiama visto ESTA (Electronic System for Travel Authorization) rilasciato solo a chi rientra nel Visa Waiver Program – il Programma di Viaggio senza visto; ma procediamo con ordine a partire dal rilascio del Passaporto elettronico (per qualsiasi dubbio si può fare affidamento all’assistenza di un legale esperto in materia di immigrazione e diritto internazionale, clicca qui).

Il rilascio del passaporto elettronico per gli USA

Dal 01 aprile 2016 gli unici passaporti validi per l’ingresso negli USA sono i passaporti elettronici con le impronte digitali nel microchip: hanno una numerazione a 9 cifre (2 lettere e 7 numeri); per chi usufruisce del VISA Waiver Program va bene anche il passaporto elettronico senza impronte digitali purché in corso di validità fino all’uscita dal Paese (entro 90 giorni).
In Italia, gli uffici preposti al rilascio dei passaporti sono le Questure, i commissariati di Polizia, le stazioni dei Carabinieri; per risparmiare tempo e velocizzare la pratica, si consiglia di rivolgersi direttamente alla questura o in ogni caso presso l’ufficio di residenza e non di domicilio: se il domicilio è diverso dalla residenza si dovrà dimostrare l’impossibilità di inoltrare la domanda presso il proprio comune e si dovrà attendere il nulla osta della Questura di appartenenza con ulteriore prolungamento dei tempi. Le questure sono dotate di un sistema di prenotazione online previa registrazione sul sito ufficiale della Polizia di Stato, in seguito alla registrazione verrà fornita data e ora per presentarsi in questura per la definizione della pratica, il rilascio delle impronte digitale da inserire sul passaporto e la consegna. Le questure italiane rilasciano il passaporto elettronico dal 26 ottobre 2006.

I documenti per il rilascio del passaporto elettronico

I documenti necessari per il rilascio del passaporto elettronico per gli USA sono:

  • Modulo debitamente compilato di richiesta del passaporto;
  • Un documento di riconoscimento in corso di validità (anche in fotocopia);
  • Due foto tessera recenti;
  • Ricevuta di pagamento del bollettino di conto corrente con l’importo di 42,50 € intestato al Ministero dell’Economia e delle Finanze con la causale “Importo per il rilascio del passaporto elettronico”;
  • Contrassegno telematico del valore di 73,50 e rilasciato dai rivenditori autorizzati di valori bollati;
  • Stampa della prenotazione online (se si è utilizzato il servizio).

È necessaria l’acquisizione delle impronte digitali e nel caso di viaggio programmato negli USA con i bambini si suggerisce di richiedere il passaporto personale del minore con l’autorizzazione di entrambi i genitori; in questo modo si può fare richiesta dell’autorizzazione ESTA con le relative facilitazioni, altrimenti se il minore è iscritto sul passaporto del genitore, si dovrà optare per la richiesta del visto regolare. I tempi di rilascio e consegna del passaporto variano dai 15 ai 20 giorni, si raccomanda di procedere alla preparazione dei documenti per l’ingresso negli States appena confermato il viaggio e comunque da 1 a 2 mesi prima della partenza.
Si ricorda che il rilascio dell’ESTA autorizza solo a poter accedere al mezzo di trasporto/vettore che porta negli Stati Uniti, quindi bisogna possederlo prima di salire a bordo e condicio sine qua non per ottenere l’ESTA è il passaporto elettronico. Inoltre, il permanere oltre i 90 giorni prestabiliti in USA senza ESTA, visto o documento valido preclude la possibilità di fare richiesta dell’ESTA in futuro e infine, coloro che – per affari, turismo o necessità – hanno viaggiato in Libia, Somalia, Yemen, Sudan, Siria, Iran ed Iraq dopo il 1° marzo 2011 non possono fare richiesta dell’ESTA, bensì del regolare visto non-immigrati. Qualsiasi dubbio relativo al rilascio dei visti per gli USA ci si può rivolgere all’Ambasciata Americana in Italia o all’assistenza legale di un esperto in materia (per esempio, si può consultare lo Studio Legale Carlo Castaldi).

mercoledì 9 maggio 2018

Rifiuti edili, come smaltire le macerie

Nel campo dei rifiuti speciali e in particolare di quelli edili uno degli aspetti più delicati è quello dello smaltimento delle macerie. Questa tipologia di rifiuti ha infatti un impatto sull’ambiente davvero notevole e oggi il tema è diventato, finalmente, di attualità. L’edilizia rientra ovviamente in quel genere di attività in grado di produrre una mole consistente di rifiuti e macerie: a chi di noi non è mai capitato di imbatterci nei cumuli di rifiuti edili che spuntano da un cantiere qualsiasi? Come funziona, allora questo tipo smaltimento e cosa dice la normativa a riguardo? Capiamo assieme come funziona questo settore, premettendo comunque che la gestione e lo smaltimento dei rifiuti edili devono sempre essere controllati da un’impresa specializzata nel settore, come Nova Ecologica.

Rifiuti edili, lo smaltimento secondo la legge

I rifiuti vengono distinti in urbani e speciali a seconda della provenienza e della tipologia. Quelli edili sono, appunto, speciali e vengono quindi smaltiti in un modo diverso rispetto alla normale gestione. le normative in vigore prevedono, infatti, che chi si occupa dello smaltimento dei rifiuti edili debba trasportarli in discarica o in un impianto adibito alla loro trasformazione. Se la quantità di rifiuti edili è esigua, nel caso ad esempio di piccoli cantieri domestici, questi rifiuti possono anche essere portati direttamente nell’isola ecologica comunale, laddove ammesso. È importante sottolineare che la legge assegna la gestione e lo smaltimento dei rifiuti edili soltanto alle imprese che siano iscritte all’apposito “Albo nazionale dei gestori ambientali” e che quindi siano certificate. In ogni caso i soggetti responsabili dello smaltimento sono gli stessi soggetti che producono i rifiuti, quindi l’impresa edile o il soggetto privato nel caso in cui si tratti di lavori in casa.

Rifiuti edili, come ridurli

Smaltire e gestire i rifiuti edili è quindi una pratica laboriosa, dispendiosa e anche piuttosto complessa. È importante sapere quindi che esistono dei modi in cui i rifiuti di questo tipo possono essere ridotti al minimo, con un’attenzione specifica da parte dell’impresa edile. Questo vuol dire che gli addetti ai lavori dovrebbero prestare una cura importante nella selezione dei materiali da avviare in discarica. Non è certamente facile riciclare i materiali edili, visto che per la maggior parte sono purtroppo ancora destinati alla discarica, ma è comunque possibile una demolizione cosiddetta “selettiva” oppure “controllata”, due operazioni che consistono nella selezione degli scarti all’interno di un impianto di trattamento.