venerdì 6 ottobre 2017

L’importanza della musica nei riti funebri

I riti funebri – da sempre, in tutte le culture e indipendentemente dalla religione – sono accompagnati dalla musica, una musica idonea per l’occasione e che soprattutto nelle odierne onoranze funebri è data per scontata, delegata ad altri e alla quale sia i familiari che i rappresentanti delle imprese funebri danno poca attenzione, spesso trovandosi nell’imbarazzo di non sapere cosa consigliare. Le agenzie di  onoranze funebri a Roma ripongono, invece, la giusta attenzione alla scelta musicale per i riti funebri forse perché la capitale è spesso teatro di esequie di Stato, funerali di VIP, riti solenni, cerimonie per le esequie dei Papi a volte trasmesse in TV, per cui le imprese di onoranze funebri, come La Cattolica San Lorenzo, fanno attenzione anche alla scelta musicale, premurandosi di offrire conforto ai familiari anche in queste incombenze ritenute minori.

Perché la musica è importante nei riti funebri?

La musica nei riti funebri è un elemento che inconsapevolmente contribuisce ai meccanismi di elaborazione del lutto fin dal primo istante, fin dal momento più doloroso dell’estremo addio alla persona defunta. Infatti,
  • La musica evita il silenzio eccessivo nelle fasi più dolorose del funerale: sebbene il silenzio sia importante nell’elaborazione del lutto, non è sempre tale durante il funerale, quando c’è il riconoscimento comunitario della perdita e il silenzio può creare varchi in cui si insinua il dolore, intenso e insopportabile;
  • La musica favorisce il raccoglimento: dove le parole non servono o non bastano, nei momenti di silenzio della funzione, la musica contribuisce a colmare i silenzi e allo stesso tempo evitare che qualcuno si avvicini per parlare o disturbare. Ascoltare la musica, aiuta tutti i presenti a concentrarsi e lasciarsi andare ai ricordi;
  • La musica agevola il pianto: il pianto durante i riti funebri non è negativo, ma una naturale valvola di sfogo. La musica come un balsamo può indurre alla commozione, non come banale esternalizzazione del dolore, ma come sollievo e sfogo per il dolore della perdita subita.
  • La musica avvicina e accomuna: i partecipanti a un funerale si riconoscono nella caducità della vita e nella sua fugacità, e la musica contribuisce a creare un senso di affiatamento, comunione e vicinanza ai familiari che hanno subito il lutto, nella consapevolezza che la morte è ineluttabile e non risparmia nessuno.
È evidente che la musica per i riti funebri deve essere sempre rispettosa delle sensibilità e deve saper trovare l’equilibrio armonico tra suono e silenzio, pieno e vuoto che rispecchiano gli stati d’animo delle persone in lutto.


Cenni sulla storia della musica sacra per i riti funebri


I Canti Gregoriani rappresentano la musica sacra per eccellenza, solenne, seria, importante, che concilia la meditazione e favorisce il silenzio e la contemplazione. La musica gregoriana è anche la più antica forma musicale di celebrazione, ivi inclusa la commemorazione della morte. Su ispirazione della musica gregoriana, nei secoli, molti musicisti si sono cimentati nelle scrittura di partiture dedicate all’estremo saluto, basti citare la nota Messa da Requiem di Mozart (tra l’altro, la sua ultima composizione) o la Messa in Requiem di Giuseppe Verdi (scritta per la commemorazione di Alessandro Manzoni, suo grande amico ed estimatore). Un genere musicale a volte prestato alle onoranze funebri è il jazz, ispirato alla musica funebre suonata durante i funerali di New Orleans dove si passa dalle note tristi a quelle allegre in un crescendo emotivo, svolgendo a pieno, e in modo diverso, alla funzione catartica e liberatoria della musica durante i funerali.

venerdì 5 maggio 2017

Cremazione animali, quanto ci costa



Se diverse persone ormai scelgono di cremare i propri congiunti defunti, questa pratica si sta pian piano affermando anche per gli animali da compagnia, cani o gatti che siano. Tutto questo sarebbe un ultimo gesto di gratitudine e cortesia per quegli amici a quattro zampe che hanno fatto compagnia per molto tempo, donando tanto affetto ai loro proprietari. In questi anni, così come per la cremazione a Roma o in altre località per gli esseri umani, sono sorte imprese in varie regioni che offrono servizi anche per animali. Questa pratica non differisce molto da quella che si effettua appunto per le persone, tuttavia necessita di una scelta fondamentale tra una cremazione collettiva o una singola.


Con la prima, si decide di far cremare il proprio animale assieme ad altri, con l'ulteriore svantaggio di non poterne ottenere indietro le ceneri, tuttavia ha l'indubbio vantaggio dei costi relativamente ridotti. La cremazione singola invece consente una procedura "personalizzata", con l'opportunità di poter avere indietro le ceneri, tuttavia i costi sono ben più alti e onerosi per coloro che la scelgono. Purtroppo spesso tale scelta è condizionata appunto dagli oneri economici che gravano sul proprietario. Andiamo comunque ad individuare, sia pur indicativamente, le tariffe che si potrebbero pagare per la cremazione di un cane o un gatto, tenendo presente che variano spesso da una regione ad un'altra e addirittura da una città all'altra.



Costi



Su questi tendono ad incidere naturalmente diversi fattori importanti: uno, come detto, è quella della scelta tra cremazione collettiva o singola, un altro è il peso dell'animale stesso. Incidono poi in misura minore le scelte di portare questo dal veterinario di zona oppure consegnarlo personalmente all'impresa specializzata e, ancora, di farsi restituire le ceneri. Con la cremazione collettiva, per gatti, cani ed animali di piccola taglia (tra i 5 ed i 10 kg) si parte dai 50-60 €, passando per 100 € di quelli di media taglia, per arrivare a superare i 150 € per quelli di grandi dimensioni (oltre 50 kg). Per una cremazione singola e personalizzata, invece, si parte dai 160-180 € per gatti, cani ed animali di piccola taglia, passando per i 250 € di quelli di medie dimensioni, per finire a superare i 300 € per quelli di grande taglia.


Alcune società, inoltre, offrono anche cremazioni particolari, con possibilità di assistere alla procedura, effettuare un rito o cerimonia di commiato, avere urne cinerarie personalizzate ed anche un Dvd del rito stesso. Le tariffe, in questo caso, crescono considerevolmente e partono dai circa 400 € per gatti, cani e animali di piccola taglia, per arrivare a toccare anche i 600 € per quelli di grandi dimensioni. A tutto ciò naturalmente si devono aggiungere, nel caso, anche i costi relativi al ritiro dell'animale presso il proprio domicilio (variabili intorno ai 50-80 €, in base alla distanza dalla sede dell'impresa specializzata), alla consegna delle ceneri tramite corriere ed alle spese per il veterinario e relative certificazioni.

  

giovedì 4 maggio 2017

Cucina, come diventare chef

L'Italia ha sempre avuto un'ottima reputazione internazionale a livello di gastronomia e ciascuna regione presenta un'antica tradizione culinaria unica e originale. Tutto ciò ha creato ottime basi, da un lato, per la nascita di eccellenti ristoranti e, dall'altro, per la crescita di cuochi o chef di altissimo livello. Non stupisce quindi che tanti di questi abbiano successo anche in ambito internazionale. Preparazione, passione, fantasia sono tra gli elementi che li hanno resi famosi, apprezzati e richiesti non solo dai grandi ristoranti ma anche da diversi locali, da quelli presenti nelle più celebri città europee fino a quelli di Milano o della Capitale, come può essere l'Os Club di Roma. Molti locali che non solo permettono di gustare le creazioni di questi cuochi, ma anche di poterli vedere all'opera da vicino e magari carpirne qualche segreto, grazie alla "stanza dello chef". Ma per coloro che volessero intraprendere questa strada, come lo si diventa? Celebrità, denaro, successo sono il frutto di tanti anni di sacrifici e studio, che si associano a doti personali.



Doti Personali

Per diventare chef innanzitutto bisogna possedere alcuni elementi caratteriali di base, come fantasia, pazienza, passione per il cibo e la cucina in generale. Se questi ultimi sono facilmente "reperibili", le prime spesso sono innate. La fantasia è importante per creare sempre nuovi piatti originali, mai banali o consueti, ed aiuta nel trovare sempre nuovi sapori da abbinare o ingredienti da mescolare. A tutto questo si deve aggiungere anche la pazienza, soprattutto nella preparazione delle diverse pietanze, che richiedono tempo appunto e la cura necessaria per poi riuscire ad ottenere il risultato desiderato, quindi un piatto buono e apprezzato. Se si posseggono queste doti, allora si ha una buona base di partenza per intraprendere questa carriera.  

Studio

Se alcuni sono chef "per caso", avendo iniziato a studiare e lavorare in tutt'altro settore, per poi scoprire successivamente la passione per la cucina, la maggior parte di essi invece possiede alle spalle anni di studio specialistico. Questo può iniziare frequentando gli istituti alberghieri, scuole superiori diffuse in tutta la Penisola, che prevedono nel loro corso di studi anche la specializzazione come operatore di cucina. Conseguito il diploma, si può scegliere di frequentare poi l'università (diverse sedi prevedono dei corsi di laurea che permettono di approfondire le proprie conoscenze in tale ambito) oppure scuole di alta cucina o accademie, che spesso abbinano allo studio teorico anche esperienze dirette tra i fornelli per i loro studenti.

Esperienza

Se alle doti personali di partenza si è abbinati lo studio, adesso non resta che cominciare a fare l'esperienza necessaria "sul campo". In questo caso, la si può iniziare in diversi ambienti: in ristoranti, in cucine di alberghi, sulle navi. Dapprima cercando di apprendere dagli chef più anziani i "segreti" del mestiere, per poi pian piano cominciare a dare il proprio pizzico di originalità e cercare di distinguersi. Doti, capacità, studio, esperienza e un pò di fortuna potranno alla fine far diventare delle star della cucina.