I riti funebri – da sempre, in tutte le culture e indipendentemente dalla religione – sono accompagnati dalla musica, una musica idonea per l’occasione e che soprattutto nelle odierne onoranze funebri è data per scontata, delegata ad altri e alla quale sia i familiari che i rappresentanti delle imprese funebri danno poca attenzione, spesso trovandosi nell’imbarazzo di non sapere cosa consigliare. Le agenzie di onoranze funebri a Roma ripongono, invece, la giusta attenzione alla scelta musicale per i riti funebri forse perché la capitale è spesso teatro di esequie di Stato, funerali di VIP, riti solenni, cerimonie per le esequie dei Papi a volte trasmesse in TV, per cui le imprese di onoranze funebri, come La Cattolica San Lorenzo, fanno attenzione anche alla scelta musicale, premurandosi di offrire conforto ai familiari anche in queste incombenze ritenute minori.
Perché la musica è importante nei riti funebri?
La musica nei riti funebri è un elemento che inconsapevolmente contribuisce ai meccanismi di elaborazione del lutto fin dal primo istante, fin dal momento più doloroso dell’estremo addio alla persona defunta. Infatti,
- La musica evita il silenzio eccessivo nelle fasi più dolorose del funerale: sebbene il silenzio sia importante nell’elaborazione del lutto, non è sempre tale durante il funerale, quando c’è il riconoscimento comunitario della perdita e il silenzio può creare varchi in cui si insinua il dolore, intenso e insopportabile;
- La musica favorisce il raccoglimento: dove le parole non servono o non bastano, nei momenti di silenzio della funzione, la musica contribuisce a colmare i silenzi e allo stesso tempo evitare che qualcuno si avvicini per parlare o disturbare. Ascoltare la musica, aiuta tutti i presenti a concentrarsi e lasciarsi andare ai ricordi;
- La musica agevola il pianto: il pianto durante i riti funebri non è negativo, ma una naturale valvola di sfogo. La musica come un balsamo può indurre alla commozione, non come banale esternalizzazione del dolore, ma come sollievo e sfogo per il dolore della perdita subita.
- La musica avvicina e accomuna: i partecipanti a un funerale si riconoscono nella caducità della vita e nella sua fugacità, e la musica contribuisce a creare un senso di affiatamento, comunione e vicinanza ai familiari che hanno subito il lutto, nella consapevolezza che la morte è ineluttabile e non risparmia nessuno.
È evidente che la musica per i riti funebri deve essere sempre rispettosa delle sensibilità e deve saper trovare l’equilibrio armonico tra suono e silenzio, pieno e vuoto che rispecchiano gli stati d’animo delle persone in lutto.
Cenni sulla storia della musica sacra per i riti funebri
I Canti Gregoriani rappresentano la musica sacra per eccellenza, solenne, seria, importante, che concilia la meditazione e favorisce il silenzio e la contemplazione. La musica gregoriana è anche la più antica forma musicale di celebrazione, ivi inclusa la commemorazione della morte. Su ispirazione della musica gregoriana, nei secoli, molti musicisti si sono cimentati nelle scrittura di partiture dedicate all’estremo saluto, basti citare la nota Messa da Requiem di Mozart (tra l’altro, la sua ultima composizione) o la Messa in Requiem di Giuseppe Verdi (scritta per la commemorazione di Alessandro Manzoni, suo grande amico ed estimatore). Un genere musicale a volte prestato alle onoranze funebri è il jazz, ispirato alla musica funebre suonata durante i funerali di New Orleans dove si passa dalle note tristi a quelle allegre in un crescendo emotivo, svolgendo a pieno, e in modo diverso, alla funzione catartica e liberatoria della musica durante i funerali.
